Master SUPSI 2019

Cantiere didattico SUPSI Luglio-Ottobre 2019






Introduzione
Le pitture murali sono state oggetto di studio durante la tesi di laurea Bachelor in Conservazione SUPSI nel 2018 Le pitture murali del portico orientale di Villa Cicogna Mozzoni. Studio conoscitivo e ipotesi di conservazione. di Susanna Carnio e Alessia Granzotto (relatori: prof. Nicola Soldini e restauratrice Stefania Luppichini, 2018).
Sulla base di questo primo studio, è stato attivato un cantiere didattico SUPSI (durata dal 15 luglio al 31 ottobre 2019) per mettere a punto l’intervento sulle prime due campate del portico.
Il canitere viene svolto sotto la sorveglianza della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese.



Persone coinvolte nel progetto:


Capo Dipartimento: Giacinta Jean
Restauratore e responsabile in situ: Stefania Luppichini
Assistente Restauratore: Giulia Russo
Ananlisi Scientifiche: Andreas Küng, Francesca Piqué, Patrizia Moretti, Marta Caroselli
Studenti:
Marina Babic, Chantal Borel, Sheila Candolfi, Susanna Carnio, Nicole Celoria, Alessia Giussani, Francesca Gozzer, Maila Leonardi, Martino Manzoni, Lidia Theresa Gugliuzza


Tecnica esecutiva


Il supporto murario è costituito principalmente da pietre per le pareti e laterizi per la volta su cui è stato steso un unico strato di intonaco di circa 1 cm di spessore. La malta è a base di calce, probabilmente di tipo magnesiaco, e sabbia silicatica con una granulometria di 0-8 mm. L’intonaco ha una presenza diffusa di calcinaroli.

Figura 5 – Campata 6: lo stato di conservazione dell’intonaco permette di vedere parte del supporto murario e l’intonaco ricco di calcinaroli.



L’intonaco è stato steso in grandi porzioni (pontate), che hanno favorito un’asciugatura veloce, che ha provocato la formazione delle numerose cavillature da ritiro che si ritrovano su tutta la superficie decorata. Su questo strato è presente una stesura corposa di calce applicata a pennello che aveva lo scopo di arricchire nuovamente di calce la superficie quasi asciutta.
Per riportare il disegno sull’intonaco sono state utilizzate incisioni per la costruzione delle riquadrature e degli elementi architettonici, tratti di colore applicati a pannello per definire le figure delle pareti e lo spolvero per le grottesche e le scene della volta (Figura 6 - Figura 7).

Volta: particolare della campata 6. La luce radente mette in evidenza le incisioni che disegnavano la figura del soldato più in alto.
Volta: particolare della campata 5. Nella foto si intravede lo spolvero sotto le stesure di colore.

La maggior parte della pittura è stata stesa ad affresco con pigmenti compatibili con la tecnica, ocre, terre brune e verdi per i paesaggi e le figure, e Smaltino per il cielo e gli specchi d’acqua.
Solo alcune porzioni sono state eseguite quando l’intonaco era ormai secco e sono caratterizzate dall’impiego di un pigmento a base di rame (probabilmente Malachite, vedi Allegato Tesi_Analisi HHXRF_misura n. 9) steso con l’ausilio di un legante organico che, al momento, non è stato possibile identificare.


Problemi conservativi principali: sulle pareti e sulla volta

Intonaco:
L’intonaco presenta su quasi tutta la superficie fessurazioni, distacchi di media e grave entità, decoesione ed efflorescenze saline dovute all’azione delle umidità di risalita e di infiltrazione (Figura 8 - Figura 9). Già da una prima osservazione della facciata esterna sono visibili gli effetti dell’umidità proveniente dal terreno che hanno provocato una perdita consistente di intonaco e di parte della struttura in mattoni.

Campata 6: parete. Fessurazioni diffuse, soprattutto tra la volta e le pareti.
Campata 5: parete. Fronte di risalita capillare dove sono evidenti perdite di materia sia originale che di rifacimento.

I Sali presenti sono principalmente Epsomite (Solfato di Magnesio), riconducibile all’utilizzo di calce magnesiaca nell’intonaco originale, e Nitrokalite (Nitrato di Potassio) risultato del degrado delle malte cementizie utilizzate in passato per i rifacimenti.

Efflorescenze saline diffuse soprattutto nella parte bassa.



La pellicola pittorica:
La pellicola pittorica ha principalmente problemi di esfoliazione, legati alla stesura del fissativo probabilmente applicato durante i restauri di Emilio Ferrazzini (1969). Il colore si presenta ingiallito e in parte ingrigito dove c’è un maggior accumulo di deposito.

Campata 1: volta. Fenomeno di esfoliazione della pellicola pittorica.
Campate 3-4-5: pareti. Evidente stesura sulle pareti di un fissativo ingiallito.

Non è stato possibile identificare il fissativo, ma è presumibile che si tratti di una miscela di cere (ozocherite e cera montana) come descritto nei documenti di archivio1. La presenza di un materiale organico sulla superficie pittorica è stata confermata anche dal ritrovamento di ossalato, probabilmente di calcio, nei campioni prelevati (vedi Allegato Tesi_Analisi FTIR ATR, campioni vcm_p4_pf).


Proposta di intervento:
L’intervento di conservazione e restauro interesserà l’intera superficie decorata del portico (colonne escluse) e verrà realizzato in circa tre fasi durante gli anni accademici 2019-2021.
La prima fase interesserà le prime due campate all’ingresso in attesa che si risolvano i problemi di umidità attualmente presenti nella campata 6.

Pianta del portico orientale con la suddivisione e numerazione della campate. Il riquadro rosso indica la zona su cui si intende proporre l’intervento per l’a.a. 2019-2020.

L’ intervento comprenderà anche parti che non sono state indagate nel 2018 (Figura 16) quali le superfici dell’intradosso dell’ingresso principale della villa e gli intradossi delle arcate del portico (campate 1 e 2).

Intradossi delle due campate

Il cantiere didattico SUPSI verrà effettuato dal 15 luglio al 31 ottobre 2019 (calendario da definire) con una pausa estiva dal 5 al 30 agosto.
Su tutta l’estensione del portico verranno eseguite:

  • Campagna fotografica preliminare, utile per fare un confronto con le foto eseguite durante la tesi (2018) e quelle in possesso delle committenza (documentazione storica e più recente).

    Campagna fotografica con color checker

    Campagna fotografica con luce incidente, radente e UV.

    Osservazioni e riprese ravvicinate con microscopio portatile
  • Integrazione delle mappature e dell’osservazioni sulla tecnica esecutiva e sullo stato di conservazione delle parti che non sono state oggetto di studio approfondito durante la tesi del 2018.


    Controllo mappature
  • Approfondimenti non invasivi legati ad un cantiere a lungo termine da eseguire su tutta la lunghezza del portico:

    • Monitoraggio termoigrometrico (luglio-ottobre, anche oltre in accordo con la committenza)

      Montaggio datalogger per rilevare temperatura e umidità.
    • Indagini con termocamera (dopo abbondanti piogge e/o all’alba tramite termovisione passiva)
    • Rilievo con MOIST per individuare la presenza di umidità nella muratura e confrontare eventuali cambiamenti a distanza di tempo.
  • Approfondimenti e ulteriori indagini circoscritte alla campata 1 e 2:

    • Controllo dello stato di conservazione confrontando con i rilievi fatti nel 2018: eventuali cambiamenti o peggioramenti di alcuni fenomeni di degrado individuati.

    • Approfondimenti diagnostici con prelievo di campioni (numero da concordare):
    • Caratterizzazione del fissativo e dei vari rifacimenti dell’intonaco (possibili ridipinture, riscontrate nella campata 1, in concomitanza con la creazione della voliera)

L’intervento si concentrerà sulle superfici dipinte (colonne in pietra escluse) della campate 1 e 2 prevederà le operazioni di:

  • Preconsolidamento della pellicola pittorica (esfoliazione) con lo scopo di stabilizzare il colore per poter effettuare la rimozione dei depositi incoerenti e coerenti (fissativo del 1969). L’operazione verrà eseguita puntualmente, dove necessario, con iniezioni di dispersioni acriliche a bassa percentuale.

    Consolidamento.
  • Pulitura con rimozione del fissativo previa esecuzione di test preliminari discussi e concordati con la Soprintendenza.

    Test di pulitura.
  • Rimozione delle vecchie stuccature qualora fossero debordanti, fessurate o distaccate.
  • Riadesione dei distacchi dell’intonaco laddove manifestino instabilità (distacchi segnalati come gravi e medi) con infiltrazioni di malte idrauliche premiscelate.
  • Eventuale consolidamento finale della pellicola pittorica con metodologia da definire considerando le variazioni termoigrometriche riscontrate, lo stato di conservazione e i test preliminari eseguiti.
  • Risarcimento delle lacune con una malta appositamente formulata che tenga conto della granulometria, porosità e colore di quella originale.
  • Reintegrazione e riequilibratura cromatica con acquarelli.

Al termine dell’intervento verrà consegnata una relazione tecnica, corredata da documentazione grafica e fotografica delle operazioni eseguite.